giovedì 29 dicembre 2016

Morire di lavoro

Non si dovrebbe mai morire di lavoro, eppure, accade..troppo spesso e per mille ragioni. Dalla mancanza, creando forti situazioni di disagio, a forti stress di sovracarico lavorativo che portano al suicidio.
E accaduto in Giappone. Una giovane ventenne, Matsuri Takahashi, assunta in una compagnia pubblicitaria molto nota. 
La giovane si è trovata un carico lavorativo di tale portata che si è suicidata.
Il presidente generale di questa agenzia, la Dentsu, ha presentato le proprie scuse alla famiglia con le relative dimissioni, come è in uso in Giappone, giunte dopo una strenua battaglia condotta dalla madre della ragazza per portare alla luce il caso della figlia.
Al di là delle polemiche suscitate nel paese nipponico, apre una profonda riflessione anche in Italia. Sono tante, troppe le morti sul lavoro, dirette o indirette.
Morti sul lavoro dirette quando si rinuncia alla sicurezza e ai diritti dei lavoratori.
Morti sul lavoro indirette, quando la mancanza crea situazioni estreme, come il suicidio...

domenica 31 maggio 2015

Cookie Law: fine del web in Italia ?

Cookie Law, una normativa sulla privacy che porta a un incrocio, senza sapere dove porterà il web italiano. 

Da quando è stato emanato il provvedimento del Garante della Privacy, facendo riferimento alla direttiva comunitaria 2009/139/CE, nel 2014 è applicata il 3 giugno 2015, dal mese di maggio il web italiano è in fermento è tormento. 
Inutile entrare nei dettagli di cosa prevede la normativa, ci sono tantissime informazioni sul web è infiniti forum intasati dai mille interrogativi di blogger e proprietari di piccoli siti sugli adempimenti della cookie law. Al seguente link potete visualizzare la normativa: 
http://www.garanteprivacy.it 

Dubbi sull'applicazione della normativa

Tecnicamente risulta impossibile bloccare i cookie di profilazione, prima che l'utente abbia accettato l'informativa sulla privacy. E per i piccoli siti è blogger diventato un tormento. Perchè sono una terza parte a cui è impossibile stabilire con certezza quali sono i cookie di profilazione

Cookie Law : conseguenze future
la paura soffoca il coraggio è il timore suscita la prudenza. Di fatto si frena l'iniziativa di gestire un blog o un semplice sito nel timore di un errore, per una ghigliottina sanzionatoria pesante.

 Conseguenze del mancato rispetto della disciplina in materia di cookie.
Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all'art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice).
L'installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice).
L'omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall'art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).
I riflessi sul web
Ciò porterà a una riduzione di blog e siti web, che non avranno convenienza ad affrontare queste norme, con il conseguente calo d'affari degli hosting.
Adsense potrà divenire un club esclusivo per i grossi editori, che di fatto, mancando l'ampia base dei piccoli editori semi-professionali, avranno margini maggiori nella raccolta pubblicitaria. Potrebbe scomparire per sempre nei siti piccoli per l'elevato costo da pagare al Garante.

Normativa per il consenso dell'uso dei cookie: l'umore del web:
Vasto è variegato. Parte da chi dichiara la cancellazione da Adsense è Analytics à chi impreca per la normativa percepita vessatoria.
Un commento sul forum di https://productforums.google.com
"Non so voi, ma visto che a 3 giorni c'è ancora una grande confusione e dove ancora non si capisce bene se questi cookie devono essere bloccati preventivamente o no, e oltretutto, anche Google sembra non "sbilanciarsi", credo proprio che alla data X rimuoverò tutti gli annunci, almeno per quello che riguarda Adsense. 

Che poi questa sia la guerra di qualcuno o no, alla fine chi ci rimette siamo solo noi. Multe di quella portata fatte ad alcuni publisher nemmeno se lavorano una vita intera con Adsense recuperano quei soldi.""

Un altro commento: "E aggiungo, che questa Web Apocalisse è per estorcere denari a Google, colpendo i piccoli siti che avranno paura di inserire o lasciare i banner di Adsense.
La Cookie Law è l'arma letale in molteplici campi:
- Posso imbavagliare un blogger scomodo.
-strozzo il mercato pubblicitario a favore di altri interessi.
- "impiglio" Google costringendolo a pagare. Da tempo i governi europei bussano per avere denari.
Se non fosse, che Google ha un interesse del 30% sul proprio fatturato in europa è uno spiccato senso di responsabilità d'impresa, cosa accadrebbe se decidesse di andar via dall'Europa ?
Nessun drivers del settore è in grado di sostituirlo. 
Senza Dio è Google ritorniamo alla preistoria.  

Cosa fare al momento:
- per chi ha un account adsense con margini minimi, da non trovare conveniente pagare le 150 euro alla segreteria del Garante è adeguarsi alla normativa converrebbe sospende per qualche giorno la pubblicazione degli annunci in attesa di vedere cosa accade.
- i piccoli siti che hanno un account Google Analytics devono verificare se i cookie rilasciati rientrano in quelli tecnici o profilano i visitatori.
- se non siete certi di avere un ottima dichiarazione sulla privacy nel sito, valutare di cancellare i tasti di condivisione tipo facebook

Il mercato della privacy
come è di norma, in Italia, ogni occasione è buona per fare ottimi affari..è ingannare la "pubblica fede", (una volta si chiamava cosi)
Sono sorti dal nulla migliaia di valenti "professionisti" che dietro modica cifra si offrono per risolvere tutto. Senza minimamente comprendere quali orizzonti attendono il web italiano.

Un ottimo blog informativo sulla materia è:
http://blog.tagliaerbe.com

Aggiornamento: Un ottimo post sul forum di AdSense Forum in Italiano, chiarisce
 qualche inesattezza di questo post:

   "Ho impressione, per chi ha un affiliazione, tipo amazon, oppure Adsense, Tasti di condivisione o altro deve dare comunicazione al garante e pagare", ma assolutamente no,

E' una delle poche cose che sono state chiare fin da subito!!! Comunichi al garante e paghi i 150€ solo se fai uso di cookie profilanti tuoi che archivi per profilare gli utenti,"

Per il resto, niente blocco preventivo per i cookie di terze parti a cui non si ha accesso, questo è ciò che è scritto -molto confusamente- nelle norme del Garante ed è ciò stanno dicendo anche vari legali ed esperti di "leggi per il web". Se vedete siti che pur avendo cookie di terze parti implementano il blocco è perchè fanno anche uso di cookie proprietari oppure hanno accesso ai dati di quelli di terze parti.

"situazione assurda questa, sulla quale c'è chi sta lucrando alla grande, generando confusione e paure in chi non è un "professionista" o non ha il tempo per approfondire, non ha avuto la fortuna di poter/dover studiare un po' diritto durante la sua carriera scolastica/universitaria ecc... e quindi si ritrova ora spiazzato non per colpa sua. L'Italia si conferma una terra di furbi e furbastri senza scrupoli, che hanno il via libera! Che tristezza!! "

Un iniziativa interessante, è la petizione lanciata da http://bloccailcookie.org/ è spiegata da Gianluca Diegoli su http://smartmoney.startupitalia.eu
per una normativa che aiuti o agevoli i blogger a rispettare la legge sui Cookie.
Non tutti hanno le competenze tecniche per adeguarsi alla legge è per quando sia doverosa applicarla nel rispetto delle normative vigenti va verso una stretta ai piccoli utenti.


giovedì 21 agosto 2014

Link non naturali...siete stati spammati

Vi siete accorti di essere scomparsi dalle pagine di Google ?
Ritenete di essere penalizzati con il vostro blog o sito ?
Avete ricevuto una comunicazione da parte di Google per link non naturali ? o un attività non corretta rilevata da webmaster tools ?
Prendete un calmante è rilassatevi. 
Se non siete voi la causa vuol dire che siete stati "abbattuti" da un infernale schema di siti che generano link verso l'intero web italiano.
Una nuova tecnica di spam molto raffinata.
Diabolicamente astuta come solo nei paesi dell'est riescono a fare.

Se rientrate nei casi indicati, controllate le visite ricevute negli ultimi mesi e verificate se avete in attivo "strane" visite dalla Federazione Russa, Polonia o zone vicine.
La seconda azione è controllare i link ricevuti dal vostro sito o blog. Nel caso avete link da: 
Twilane . it
abelane . info
avandu . it
camizu . com
my-italia .us
amozeschi..aliexirs . ir
kimbadir . it 
onlineitalia . net 
forum-auto . com
forum.italia.net e tanti altri.

 prendendo per esempio l'ultimo dominio indicato e riferibile a un giovanotto kazaco: 

Aleksandr Slozhenikin

maylina 57 kostanay kostanay 110000 Kazakistan 


Il signore e un tipo sveglio; solo a marzo  ha registrato oltre 60  domini.
Tutti siti fotocopia, che "cannibalizzano" i contenuti dei siti italiani è fanno attività di link innaturali. 
Il copiare i contenuti dei siti è per indicizzarsi è monetizzare il traffico con adsense o altri metodi che non vi dico.
Alcuni siti analizzati sembrano "killer" del web al migliore offerente per fare negative seo. 
Naturalmente, c'è da darli una medaglia al merito, che nonostante sia in kazakistan (una ex repubblica dell'unione sovietica) riesca a registrare siti con suffisi: it - us - fr - ir - com e altro.
Siamo riusciti a rintracciarlo, anche con il whois nascosto, che attraversa 3 continenti. Si presenta come un webmaster professionista con 11 anni di attività. Attenzione a correrli dietro: alcuni siti sono da visitare con tre antivirus è un revolver in mano.
Altra campionessa, ma non è detto che sia una "regista" di questo schema di link diabolico è:
chmiel Sylwia,  a un attivo di un centinaio di siti (quelli conosciuti) 

è residente in polonia è ama registrare su OVH in Francia.

e suo il sito twilane.it che sta togliendo il sonno a tanti, per link non naturali è 

contenuti duplicati. 

Dimenticavo! se avete problemi con dei link che puntano dritto al vostro sito, controllate se i vostri contenuti sono stati duplicati. 
Google fa bene il suo lavoro. Penalizza i siti non ha "norma" è purtroppo non può rendersi conto di ciò che accade.
Un ipotesi un po matta (ma non proprio tanto) che ci sia un collegamento tra lo spam delle email di Libero.it dei mesi passati, il furto di account, la scorta di mezzo milione di email è questa dei link innaturali è contenuti duplicati: Se non son fratelli saranno parenti o conoscenti..
Per quando sono stati bravi a mascherarsi, l'area geografica di provenienza è quella.
Il dispiacere è il constatare, che esperti seo e webmaster italiani, anche i più bravi, non abbiamo compreso cosa accade è si sono buttati nella diatriba, che Matt Cutts, ai primi di marzo abbia dichiarato penalizzazioni per chi fa compra-vendita di link, (è anche se non avrebbe detto nulla) è risaputa la penalizzazione di google, sulle tecniche seo ammesse o non ammesse, nuovi algoritmi, ecc.
Un "salto" in avanti dei webmaster è professionisti seo sarebbe auspicabile.
Attualmente, il problema è uno schema di raffinata intelligenza che monetizza contenuti dai siti italiani. (è quando non gli sarà  possibile monetizzare è ipotizzabile che faranno di peggio). L'inizio di questa attività piratesca si puo far risalire a settembre dello scorso anno,(con circa un 200 domini registrati) e i primi sintomi si sono visti a gennaio di quest'anno.

CHE FARE ?  




sabato 9 agosto 2014

Hacher russi: la strategia dei pirati del web

E di questi giorni, la notizia del furto di oltre un miliardo di password, da parte di hacher russi, è l'acquisizione di centinaia di milioni di email.
Notizia data dal New York Times. è rilanciata dalle maggiori testate giornalistiche. 

In realtà, la situazione è molto piu articolata:
Hacher russi, chi sono ?
più che hacher, (per definizione l'hacher è una persona con competenze tecnologiche che ama sfidare sistemi informatici o crearli, non è un soggetto dedito al furto o ad azioni negative) sono individui oppure organizzazioni cracher atte a delinquere per denaro, spionaggio, truffe, ecc.   
Già 10 anni fa, il Moscow Times, denunciava la Federazione Russa come terreno fertile per i più temibili spammer è ckacker.
Per un centinaio di dollari, erano capaci di bloccare qualunque sito o commettere qualsiasi azione virale, compreso lo spam su commissione.
Ora, questi "killer" informatici si sono evoluti. Da semplici esecutori del web, si sono trasformati in organizzazioni informatiche piratesche.
Con una strategia articolata è complessa.

La strategia dei cracker russi
Non più solo l'attacco ddos su commissione, lo spionaggio industriale a pagamento o il semplice furto di denaro dal vostro conto bancario.
Il rastrellamento di oltre 500 milioni di email (la stima potrebbe essere maggiore) il furto di password è account, il sistematico tentativo di infettare computer di qualunque utenza aziendale o privata, attraverso l'invio di email contenenti link malevoli, nasconde un disegno criminale d'ampio raggio.
Innanzitutto i dati raccolti in se non sono altamente pericolosi ma se incrociati lo diventano per qualunque navigatore del web.
La notizia del furto di un miliardo 1,2  di account e password è veritiera ma non completa, oltre a ciò stanno raccogliendo informazioni di qualunque genere: email, codice fiscale, data di nascita, ecc. Qualunque informazione che si possa trovare sul web.
Ed è sensato credere che hanno una potenza di calcolo incredibile.
Tutta questa mole di informazioni puo essere venduta o analizzata per attacchi informatici mirati. 

Lo scopo dei cracker russi.

Non è fantasioso ipotizzare che attualmente sia in atto la creazione di una botnet di dimensioni mai viste.
In italia, il recente spam con l'email di Libero, è piu che un indizio.
Il difficile è indovinare come sarà usata.
 

Questa è la statistica di un sito che ricevere un alto indice di visitatori dalla federazione russa. 
In pratica, vengono "rubati" tutti i dati possibili.
Se volete sapere se siete sotto l'attenzione di hacher o cracker russi, controllate le statistiche del vostro sito o blog. 






domenica 27 luglio 2014

Hacker: Exodus Intelligence

La Exodus Intelligence è una società americana di Austin, Texas, è si occupa di trovare punti d'accesso su qualsiasi sistema o infrastruttura informatica.
Una sorta di hacker o pirati di internet "buoni".
Almeno cosi si definiscono.  
Internet è un teatro di guerra a bassa densità, in cui il contendere non sono territori ma informazioni.
Un informazione può avere un valore di 100 mila euro o di dieci milioni di euro, per una azienda, per un governo anche più in termini di denaro o valore strategico.
l'Exodus Intelligence è come un plotone di marines al miglior offerente sia per l'attacco o per testare e scoprire le vulnerabilità di una piattaforma o di un programma.
Riescono a trovare un bug è a offrirlo al miglior offerente, compresa l'azienda "vittima".
E quasi incalcolabile il valore della conoscenza di una vulnerabilità, secondo l'area di applicazione.
Questo accende un florido mercato "nero" composto da servizi segreti, governi o semplici delinquenti.
Cio che colpisce della Exodus Intelligence, fondata da Aaaron Portnoy, sono le varie sedi dislocate tra gli stati uniti, francia, canada è malta. 
Con nomi diversi ma nella sostanza l'operatività è solo una:
Possono entrate in qualsiasi computer.
La Vuppen ha sede in Francia.
Revuln e registrata a Malta.
Netragard a sede negli Usa.
La telus in Canada.

 E tutte hanno rapporti con agenzie di intelligence governative o multinazionali operanti in vari settori.


Naturalmente, fa tremate il pensiero, se questi servizi vanno ad essere offerti a soggetti pericolosi. 

Cosi il web diventa un oceano preistorico popolato da minacciose creature.


sabato 26 luglio 2014

Censura su internet:: un figlio incompreso

E in crescita la stretta censoria da parte di personaggi politici e governi di tutto il mondo, la censura in internet sembra una prassi.
Anche in paesi "democratici" dell'amata europa non si scherza.
Basta un punto di vista personale o di un navigatore che sfoghi la sua insoddisfazione attraverso un commento in un blog, e si finisce nell'aula di qualche tribunale. L'accusa ?
Con trecentomila leggi e commi si puo andare dalla calunnia alla diffamazione sino alla presunta istigazione di qualsiasi cosa..
Non sono solo i governi che applicano filtri ma è in aumento la pressione delle grandi aziende che cercano in mille modi di soffocare le opinioni "scomode" dei consumatori.
Internet è la svolta epocale di questo millennio.
E risulta un figlio incompreso. 
Attenzione ! Basta un commento in un post che si finisce in tribunale.  
In Cina, basta poco per collezionare una condanna a 10 anni di carcere o più.
Nell'area araba, le condanne sono anche piu dure.
In Egitto, un blogger è stato condannato a 15 anni di carcere.
In Italia ? Beh, basta parlare di un avvocato o di un politico o personalità varie che una condanna  non la si nega a nessuna.
Tra i peggiori paesi la Turchia, come censura, è imbattibile.

Morire di lavoro

Non si dovrebbe mai morire di lavoro, eppure, accade..troppo spesso e per mille ragioni. Dalla mancanza, creando forti situazioni di disagio...