La Cina assalta l'economia italiana.
Mentre il Dipartimento informazioni per la sicurezza (Dis) in pratica il nostro servizio segreto informava il Copasir e la presidenza del Consiglio sul piano di Pechino di infiltrarsi negli affari strategici ed economici italiani.
Partendo da speculazioni immobiliari (tipo area Falck) di Sesto San Giovanni, definito di interesse dalla stessa Repubblica popolare cinese, il cui sviluppo è seguito dal consolato cinese a Milano.
Mentre la relazione dei nostri servizi di sicurezza, nella relazione semestrale, allarmava le nostre istituzioni del " progetto di utilizzare "l'agenzia di rating cinese Dagong, global credit rating, della controllata europea Dagong Europe, come arma strumentale di Pechino per la ricerca e valutazione di fattibilità degli investimenti in Italia".
Perche la Dagong, già ritenuta uno strumento del regime cinese a rischio dai governi francese e Usa, fungerebbe da cavallo di Troia per l'allocazione degli ingenti investimenti cinesi in Italia." Segnalando una strategia predatoria al comparto nautico italiano e ai segmenti dell'automazione e delle telecomunicazioni e indicando: rischio e pericolo per l'economia nazionale. “La sottrazione di tecnologie e know how, e le perdite occupazionali confermano i rischi connessi all'acquisto da parte di soggetti esteri di aziende nazionali"
Perche la Dagong, già ritenuta uno strumento del regime cinese a rischio dai governi francese e Usa, fungerebbe da cavallo di Troia per l'allocazione degli ingenti investimenti cinesi in Italia." Segnalando una strategia predatoria al comparto nautico italiano e ai segmenti dell'automazione e delle telecomunicazioni e indicando: rischio e pericolo per l'economia nazionale. “La sottrazione di tecnologie e know how, e le perdite occupazionali confermano i rischi connessi all'acquisto da parte di soggetti esteri di aziende nazionali"
In una situazione che avrebbe dovuto destate almeno un minimo di prudenza e riflessione che succede ?
Il 28 novembre 2012 a Palazzo Chigi sono stati firmati 6 accordi Italia-Cina, tra cui quello del gruppo Ferretti (nautica), per un totale di 1,27 miliardi di dollari, al cospetto del premier uscente Mario Monti e di Jia Qinglin, presidente del Comitato nazionale della conferenza consultiva politica del popolo cinese.
1 Accordo di Cooperazione tra “Hua Wei Italy” e “Fastweb”
Valore 557 milioni di dollari
Firmatario italiano Alberto Calcagno, Direttore Generale di Fastweb
Firmatario cinese Ji Ping, Vice Presidente Senior di Hua Wei Technologies
Settore telecomunicazioni.
2 Accordo di Cooperazione Strategica tra “China Everbright Ltd” e
“Ferretti Group”
Valore 480 milioni di dollari
Firmatario italiano Ferruccio Rossi, Amministratore Delegato di Ferretti Group
Firmatario cinese Liu Xiao, Direttore Generale di China Everbright Ltd
Settore Navale.
3 Accordo di Cooperazione strategica tra “China General Technology
(Group) Holding Limited” e “Fata Spa”
Valore 153 milioni di dollari
Firmatario italiano Anthony Tropeano, Direttore Generale di Fata Spa
Firmatario cinese Li Dang, Direttore Generale di China General Technology
(Group) Holding Limited
4 Spark Machine Tool (Gruppo) Co. Ltd., acquisizione di Colgar S.p.A.
Valore 40 milioni di dollari
Firmatario italiano Carlo Garoldi, Presidente di Colgar SpA
Firmatario cinese Li Weiqian, Presidente Spark Machine Tool (Gruppo)Co.,Ltd.
5 Contratto per Equity Joint Ventures di “Shandong HTM New Energy
Auto Manufacturing Co., Ltd”
Valore 30 milioni di dollari
Firmatario italiano Alessandro Pavoni, Presidente di HTM
Firmatario cinese Li Jianbo, Direttore Generale di Shandong Zhong Kuang
Group
6 Accordo di Aumento di Capitale Azionario tra “Beste S.p.A” e
“Anhui Huama Textile Co., Ltd”
Valore 13 milioni di dollari
Firmatario italiano Giovani Santi, Direttore Generale di Beste
Firmatario cinese Ni Junlong, Vice Direttore Generale di Anhui Huama Textile
Co., Ltd
Per chi non si vuole prendere briga di sapere cosa abbiamo venduto ai cinesi , basta dire che la societa FATA SPA fa parte di quel complesso gruppo industriale, che si chiama FINMECCANICA, è responsabile per le attività strategiche e di coordinamento delle sue varie divisioni attive dei seguenti settori:
- Progettazione impianti per la produzione di alluminio primario e secondario, realizzazione di impianti completi e singoli macchinari per la laminazione e la lavorazione dell’alluminio, lavorazione dell’acciaio e acciaio inox
- Impianti per la produzione di energia elettrica
- Sistemi di Logistica Integrata ma di fatto, in modo indiretto, è nell'area spaziale, tecnologia di difesa,elicotteri,aeronautica ed elettronica per i sistemi di sicurezza.
Non aggiungo altro.
Qualunque analista di strategie aziendali capirebbe che ogni singolo contratto in se non è un pericolo per l'azienda Italia.
Lo è guardandolo con una visione d'insieme nei vari settori aggregati.
Recentemente, (1 agosto 2014) la banca Popolare Cinese, (Peoples Bank Of China) si è fatta presente con l'acquisto di quote di Eni, Enel, Telecom Italia è Prysmiam.
A fine luglio 2014 la Grid of China ha investito oltre 2 miliardi di euro, rilevando dalla Cassa depositi e Prestiti, il 35% delle reti elettriche, oltre a possedere il 30% di Snam Progetti.
E mesi prima, la Shangai Eletric aveva acquitato il 40% di Ansaldo Energia.
In queste condizioni quali driver di sviluppo rimane all'Italia ?
E sopratutto, qual'è visione strategica ha la politica italiana ?
Piaccia o no, il futuro dell'Italia sarà multietnico è con una crescente presenza straniera nella sua economia.
L'incertezza, riguarda la cessione di settori strategici.
Sino a quando, il capitalismo cinese acquista una azienda privata, anche di grosse dimensioni, nelle dinamiche della globalizzazione, può non essere un male.
Ma permettere la penetrazione, nei settori energetici èd essenziali per l'Italia qualche perplessità c'è . L'elemento veramente tragico è la mancanza di coscienza collettiva.
Se trovate interessante questo post, vi invitiamo a condividerlo.
Qualunque analista di strategie aziendali capirebbe che ogni singolo contratto in se non è un pericolo per l'azienda Italia.
Lo è guardandolo con una visione d'insieme nei vari settori aggregati.
Recentemente, (1 agosto 2014) la banca Popolare Cinese, (Peoples Bank Of China) si è fatta presente con l'acquisto di quote di Eni, Enel, Telecom Italia è Prysmiam.
A fine luglio 2014 la Grid of China ha investito oltre 2 miliardi di euro, rilevando dalla Cassa depositi e Prestiti, il 35% delle reti elettriche, oltre a possedere il 30% di Snam Progetti.
E mesi prima, la Shangai Eletric aveva acquitato il 40% di Ansaldo Energia.
In queste condizioni quali driver di sviluppo rimane all'Italia ?
E sopratutto, qual'è visione strategica ha la politica italiana ?
Piaccia o no, il futuro dell'Italia sarà multietnico è con una crescente presenza straniera nella sua economia.
L'incertezza, riguarda la cessione di settori strategici.
Sino a quando, il capitalismo cinese acquista una azienda privata, anche di grosse dimensioni, nelle dinamiche della globalizzazione, può non essere un male.
Ma permettere la penetrazione, nei settori energetici èd essenziali per l'Italia qualche perplessità c'è . L'elemento veramente tragico è la mancanza di coscienza collettiva.
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