sabato 26 luglio 2014

Censura su internet:: un figlio incompreso

E in crescita la stretta censoria da parte di personaggi politici e governi di tutto il mondo, la censura in internet sembra una prassi.
Anche in paesi "democratici" dell'amata europa non si scherza.
Basta un punto di vista personale o di un navigatore che sfoghi la sua insoddisfazione attraverso un commento in un blog, e si finisce nell'aula di qualche tribunale. L'accusa ?
Con trecentomila leggi e commi si puo andare dalla calunnia alla diffamazione sino alla presunta istigazione di qualsiasi cosa..
Non sono solo i governi che applicano filtri ma è in aumento la pressione delle grandi aziende che cercano in mille modi di soffocare le opinioni "scomode" dei consumatori.
Internet è la svolta epocale di questo millennio.
E risulta un figlio incompreso. 
Attenzione ! Basta un commento in un post che si finisce in tribunale.  
In Cina, basta poco per collezionare una condanna a 10 anni di carcere o più.
Nell'area araba, le condanne sono anche piu dure.
In Egitto, un blogger è stato condannato a 15 anni di carcere.
In Italia ? Beh, basta parlare di un avvocato o di un politico o personalità varie che una condanna  non la si nega a nessuna.
Tra i peggiori paesi la Turchia, come censura, è imbattibile.

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