L'allarme, contenuto dal rapporto presentato dei servizi segreti italiani al parlamento, è chiaro: La crisi alimenta l'eversione, anche se sarebbe corretto dire che questa crisi è eversiva per il nostro sistema paese, ed è il vettore per l'innesco di un diffuso malcontento e disagio nel paese.
Avanza sempre più il rischio di essere inghiottiti da sistemi finanziari esteri in tutti i comparti produttivi, che sono estremamente aggressivi contro i nostri settori produttivi.
Oggi, con una estrema debolezza finanziaria, le medie imprese del made Italy, vengono acquistate a prezzi stracciati.
E non c'e solo la perdita di un bagaglio di conoscenze acquisite nei decenni, la tragedia di un avanzamento inarrestabile di disoccupazione ma la sistemica asportazione di intere filiere tecnologiche dal nostro paese. E dove non arrivano ad acquistare, è crescendo il fenomeno di spionaggio industriale attraverso la rete infomatica. Una situazione complessa è allarmante, che alimenta il disagio sociale è il declinio delle imprese italiane.
Il rischio eversione.
in un contesto in cui le rappresentanze sindacali riescono a rappresentare solo i loro interessi e non quelli delle categorie sociali a cui sono delegate; con un sistema politico sempre più conflittuale al suo interno, che non degna attenzione alle istanze che provengono da tutti i settori produttivi e sociali, il rischio di influenze esterne e interventi di movimenti estremistici interni, che tentano di innestarsi nelle criticità dell'italia costituiscono una miscela che rischia di portare il paese in quel baratro già vissuto nei decenni passati.
Al di la, di analisi è congetture, la via per una ripresa non sarebbe impossibile, anzi, ma è proprio il sistema paese ad essere incatenato in mille commi, regole, normative e per finire, un sistema fiscale oppressivo e fatto apposta per farci perdere competività.
Gli artigiani, l'impresa artigiana è stata l'ossatura di questo paese, da sud a nord, abbiamo guidato la crescita sin dal dopo-guerra, non solo avevamo costruito una rete di competenze e capacità che ci hanno portato a competere in tutti i mercati, ma siamo stati i primi in ogni settore: dall'arredamento, alle calzature, abbigliamento, accessori moda; lavorazioni in vetro, ceramica, ferro, alluminio. Non abbiamo avuto limiti in nessun settore.
Dove siamo finiti ?
Per mettere una lampadina, ci vuole un certificato, per stare dietro alle assurdità burocratiche rischiamo di impazzire, il fisco ?
Sembriamo nemici in patria.
E sotto gli occhi di tutti, che siamo un paese in declinio, senza futuro.
E basterebbe una semplificazione del sistema economico, anche superando i limiti che l'europa ci impone che sono a vantaggio di altri paesi. E il sospetto che, sotto le regole che l'europa impone, ci siano paesi, (tipo la germania) che mina il sistema produttivo italiano a proprio vantaggio è sempre piu reale.
Politica e storie d'artigiani Opinioni e news di politica ed economia italiana. Di tutto ciò che è diventato insopportabile da sopportare. Agli artigiani, chissà per quale atroce destino, viene data la condanna all'estinzione.
giovedì 28 febbraio 2013
mercoledì 20 febbraio 2013
L'Italia venduta ai cinesi
La Cina assalta l'economia italiana.
Mentre il Dipartimento informazioni per la sicurezza (Dis) in pratica il nostro servizio segreto informava il Copasir e la presidenza del Consiglio sul piano di Pechino di infiltrarsi negli affari strategici ed economici italiani.
Partendo da speculazioni immobiliari (tipo area Falck) di Sesto San Giovanni, definito di interesse dalla stessa Repubblica popolare cinese, il cui sviluppo è seguito dal consolato cinese a Milano.
Mentre la relazione dei nostri servizi di sicurezza, nella relazione semestrale, allarmava le nostre istituzioni del " progetto di utilizzare "l'agenzia di rating cinese Dagong, global credit rating, della controllata europea Dagong Europe, come arma strumentale di Pechino per la ricerca e valutazione di fattibilità degli investimenti in Italia".
Perche la Dagong, già ritenuta uno strumento del regime cinese a rischio dai governi francese e Usa, fungerebbe da cavallo di Troia per l'allocazione degli ingenti investimenti cinesi in Italia." Segnalando una strategia predatoria al comparto nautico italiano e ai segmenti dell'automazione e delle telecomunicazioni e indicando: rischio e pericolo per l'economia nazionale. “La sottrazione di tecnologie e know how, e le perdite occupazionali confermano i rischi connessi all'acquisto da parte di soggetti esteri di aziende nazionali"
Perche la Dagong, già ritenuta uno strumento del regime cinese a rischio dai governi francese e Usa, fungerebbe da cavallo di Troia per l'allocazione degli ingenti investimenti cinesi in Italia." Segnalando una strategia predatoria al comparto nautico italiano e ai segmenti dell'automazione e delle telecomunicazioni e indicando: rischio e pericolo per l'economia nazionale. “La sottrazione di tecnologie e know how, e le perdite occupazionali confermano i rischi connessi all'acquisto da parte di soggetti esteri di aziende nazionali"
In una situazione che avrebbe dovuto destate almeno un minimo di prudenza e riflessione che succede ?
Il 28 novembre 2012 a Palazzo Chigi sono stati firmati 6 accordi Italia-Cina, tra cui quello del gruppo Ferretti (nautica), per un totale di 1,27 miliardi di dollari, al cospetto del premier uscente Mario Monti e di Jia Qinglin, presidente del Comitato nazionale della conferenza consultiva politica del popolo cinese.
1 Accordo di Cooperazione tra “Hua Wei Italy” e “Fastweb”
Valore 557 milioni di dollari
Firmatario italiano Alberto Calcagno, Direttore Generale di Fastweb
Firmatario cinese Ji Ping, Vice Presidente Senior di Hua Wei Technologies
Settore telecomunicazioni.
2 Accordo di Cooperazione Strategica tra “China Everbright Ltd” e
“Ferretti Group”
Valore 480 milioni di dollari
Firmatario italiano Ferruccio Rossi, Amministratore Delegato di Ferretti Group
Firmatario cinese Liu Xiao, Direttore Generale di China Everbright Ltd
Settore Navale.
3 Accordo di Cooperazione strategica tra “China General Technology
(Group) Holding Limited” e “Fata Spa”
Valore 153 milioni di dollari
Firmatario italiano Anthony Tropeano, Direttore Generale di Fata Spa
Firmatario cinese Li Dang, Direttore Generale di China General Technology
(Group) Holding Limited
4 Spark Machine Tool (Gruppo) Co. Ltd., acquisizione di Colgar S.p.A.
Valore 40 milioni di dollari
Firmatario italiano Carlo Garoldi, Presidente di Colgar SpA
Firmatario cinese Li Weiqian, Presidente Spark Machine Tool (Gruppo)Co.,Ltd.
5 Contratto per Equity Joint Ventures di “Shandong HTM New Energy
Auto Manufacturing Co., Ltd”
Valore 30 milioni di dollari
Firmatario italiano Alessandro Pavoni, Presidente di HTM
Firmatario cinese Li Jianbo, Direttore Generale di Shandong Zhong Kuang
Group
6 Accordo di Aumento di Capitale Azionario tra “Beste S.p.A” e
“Anhui Huama Textile Co., Ltd”
Valore 13 milioni di dollari
Firmatario italiano Giovani Santi, Direttore Generale di Beste
Firmatario cinese Ni Junlong, Vice Direttore Generale di Anhui Huama Textile
Co., Ltd
Per chi non si vuole prendere briga di sapere cosa abbiamo venduto ai cinesi , basta dire che la societa FATA SPA fa parte di quel complesso gruppo industriale, che si chiama FINMECCANICA, è responsabile per le attività strategiche e di coordinamento delle sue varie divisioni attive dei seguenti settori:
- Progettazione impianti per la produzione di alluminio primario e secondario, realizzazione di impianti completi e singoli macchinari per la laminazione e la lavorazione dell’alluminio, lavorazione dell’acciaio e acciaio inox
- Impianti per la produzione di energia elettrica
- Sistemi di Logistica Integrata ma di fatto, in modo indiretto, è nell'area spaziale, tecnologia di difesa,elicotteri,aeronautica ed elettronica per i sistemi di sicurezza.
Non aggiungo altro.
Qualunque analista di strategie aziendali capirebbe che ogni singolo contratto in se non è un pericolo per l'azienda Italia.
Lo è guardandolo con una visione d'insieme nei vari settori aggregati.
Recentemente, (1 agosto 2014) la banca Popolare Cinese, (Peoples Bank Of China) si è fatta presente con l'acquisto di quote di Eni, Enel, Telecom Italia è Prysmiam.
A fine luglio 2014 la Grid of China ha investito oltre 2 miliardi di euro, rilevando dalla Cassa depositi e Prestiti, il 35% delle reti elettriche, oltre a possedere il 30% di Snam Progetti.
E mesi prima, la Shangai Eletric aveva acquitato il 40% di Ansaldo Energia.
In queste condizioni quali driver di sviluppo rimane all'Italia ?
E sopratutto, qual'è visione strategica ha la politica italiana ?
Piaccia o no, il futuro dell'Italia sarà multietnico è con una crescente presenza straniera nella sua economia.
L'incertezza, riguarda la cessione di settori strategici.
Sino a quando, il capitalismo cinese acquista una azienda privata, anche di grosse dimensioni, nelle dinamiche della globalizzazione, può non essere un male.
Ma permettere la penetrazione, nei settori energetici èd essenziali per l'Italia qualche perplessità c'è . L'elemento veramente tragico è la mancanza di coscienza collettiva.
Se trovate interessante questo post, vi invitiamo a condividerlo.
Qualunque analista di strategie aziendali capirebbe che ogni singolo contratto in se non è un pericolo per l'azienda Italia.
Lo è guardandolo con una visione d'insieme nei vari settori aggregati.
Recentemente, (1 agosto 2014) la banca Popolare Cinese, (Peoples Bank Of China) si è fatta presente con l'acquisto di quote di Eni, Enel, Telecom Italia è Prysmiam.
A fine luglio 2014 la Grid of China ha investito oltre 2 miliardi di euro, rilevando dalla Cassa depositi e Prestiti, il 35% delle reti elettriche, oltre a possedere il 30% di Snam Progetti.
E mesi prima, la Shangai Eletric aveva acquitato il 40% di Ansaldo Energia.
In queste condizioni quali driver di sviluppo rimane all'Italia ?
E sopratutto, qual'è visione strategica ha la politica italiana ?
Piaccia o no, il futuro dell'Italia sarà multietnico è con una crescente presenza straniera nella sua economia.
L'incertezza, riguarda la cessione di settori strategici.
Sino a quando, il capitalismo cinese acquista una azienda privata, anche di grosse dimensioni, nelle dinamiche della globalizzazione, può non essere un male.
Ma permettere la penetrazione, nei settori energetici èd essenziali per l'Italia qualche perplessità c'è . L'elemento veramente tragico è la mancanza di coscienza collettiva.
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La Cina attacca gli Stati Uniti
La Cina cerca di acquisire vantaggi strategici ed economici sugli U.S.A. attraverso gli investimenti e lo spionaggio informatico..
nel suo intervento al Summit dell’APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation) del 13 novembre, pubblicato sul sito web della Casa Bianca.
E notorio che attraverso I gruppi di consulenza occidentali, come il Council on Foreign Relations (CFR), sono ancora molto attivi nel trattare con il regime cinese nel tentativo di stimolare lo Stato cinese ad investire in America e creare posti di lavoro nelle aree economiche in difficoltà. Ma è come un uomo assettato che per bere deve avvicinarsi ad un fiume pieno di pericoli.
Il governo americano, d’altro canto, è stato cauto nell’autorizzare gli investimenti delle aziende cinesi negli U.S.A., dal momento che non esiste trasparenza sulla proprietà ed è spesso difficile riuscire a capire se un’impresa è direttamente o indirettamente di proprietà di qualcuno che ha a che fare con il regime cinese. Per il mondo occidentale è difficile comprendere le dinamiche del mondo asiatico. In Cina tutto è privato nel mondo dell'imprenditoria ma nulla sfugge al controllo governativo.
Infatti i funzionari cinesi non comprendono la divisione che fanno gli Stati Uniti tra soggetti governativi e non governativi.. Per loro e un ottica impossibile da capire.
La stessa proprietà della tecnologica Huawei non è trasparente, sebbene l’azienda affermi di essere una società di proprietà dei dipendenti. Circolano molte voci e, secondo gli esperti, la società avrebbe molto legami con le forze armate cinesi. E tanto per puntualizzate, l'amministratore e un ex colonnello dell'esercito cinese.
Infatti i funzionari cinesi non comprendono la divisione che fanno gli Stati Uniti tra soggetti governativi e non governativi.. Per loro e un ottica impossibile da capire.
La stessa proprietà della tecnologica Huawei non è trasparente, sebbene l’azienda affermi di essere una società di proprietà dei dipendenti. Circolano molte voci e, secondo gli esperti, la società avrebbe molto legami con le forze armate cinesi. E tanto per puntualizzate, l'amministratore e un ex colonnello dell'esercito cinese.
Il Presidente Barack Obama ha espresso la propria contrarietà sulle tattiche di manipolazione del mercato dello stato cinese, sopratutto nella tattica degli aiuti di stato è nel manipolare il cambio, tenendo artificiosamente la moneta cinese ad un valore bassissimo rispetto al suo reale valore.
nel suo intervento al Summit dell’APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation) del 13 novembre, pubblicato sul sito web della Casa Bianca.
Non solo i governi ma anche i membri della Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OECD) esercitano pressioni sulla Cina perché “garantisca reciprocità nell’accesso al mercato,” secondo un rapporto di aprile 2012 del Rhodium Group. L’OECD, con sede a Parigi, è un organismo che promuove la collaborazione tra i governi. Attualmente fanno parte della OECD 34 paesi tra cui Stati Uniti, Australia, Francia e Germania.
“Molti dirigenti cinesi ritengono che gli Stati Uniti non gradiscano gli investimenti cinesi, nonostante la grande maggioranza degli investimenti cinesi negli U.S.A. siano stati approvati o non abbiano necessitato di approvazione,” dice un memorandum del CFR.
A questa affermazione si puo rispondere che il governo cinese gioca come a monopoli:
- Come grande potenza e presente in tutti gli organismi internazionali con diritto di veto, ma:
- ignora le regole del TWO che vieta i finanziamenti governativi alle imprese,
- un sospetto sempre più crescente di spionaggio informatico in ogni area strategica americana,
- invasione, attraverso merci con quotazioni insuperabili, del mercato americano con la conseguente acquisizione di una massa finanziaria enorme che viene usata per la creazione di fonti finanziarie che vengono investite nel debito americano.
Se fosse un gioco a scacchi, siamo prossimi allo scacco matto.
Le contromosse americane tardano a essere presenti, come anche quelle europee.
Di sicuro, non si puo avere una strategia di chiusura verso la Cina, ma stabilire a qualsiasi livello regole di reciprocità potrebbe equilibrare l' attuale governace che è a danno dell'economia americana.
L'interesse mostrato della Cina nell'investire in comparti tecnologici e non ha prevalenza manifatturieri nel territorio U.S:A. la penetrante presenza suil'area finanziaria americana puo essere considerata come una manovra ostile agli stati uniti.
Come la silente guerra perpetrata con il monopolio delle terre preziose, elemento indispensabile per la produzione di postazioni tecnologiche. cellulari e computer.
A questa affermazione si puo rispondere che il governo cinese gioca come a monopoli:
- Come grande potenza e presente in tutti gli organismi internazionali con diritto di veto, ma:
- ignora le regole del TWO che vieta i finanziamenti governativi alle imprese,
- un sospetto sempre più crescente di spionaggio informatico in ogni area strategica americana,
- invasione, attraverso merci con quotazioni insuperabili, del mercato americano con la conseguente acquisizione di una massa finanziaria enorme che viene usata per la creazione di fonti finanziarie che vengono investite nel debito americano.
Se fosse un gioco a scacchi, siamo prossimi allo scacco matto.
Le contromosse americane tardano a essere presenti, come anche quelle europee.
Di sicuro, non si puo avere una strategia di chiusura verso la Cina, ma stabilire a qualsiasi livello regole di reciprocità potrebbe equilibrare l' attuale governace che è a danno dell'economia americana.
L'interesse mostrato della Cina nell'investire in comparti tecnologici e non ha prevalenza manifatturieri nel territorio U.S:A. la penetrante presenza suil'area finanziaria americana puo essere considerata come una manovra ostile agli stati uniti.
Come la silente guerra perpetrata con il monopolio delle terre preziose, elemento indispensabile per la produzione di postazioni tecnologiche. cellulari e computer.
attacchi hacker cinesi
Le autorita cinesi si discolpano dalle accuse del governo americano di aver organizzato un complesso attacco informatico contro le sue aziende.
Si e mosso direttamente il ministero della difesa cinese, tramite il suo piu autorevole portavoce, a smentire.
Piu che una smentita è stata un rivoltare le accuse affermando che non ci sono prove.
E sicuramente è quasi impossibile trovare le tracce da dove iniziano gli attacci hacker, perche gli ip possono essere rubati è l'origine di provenienza nascosta.
La societa americana per la sicurezza Mandiant, con un rapporto di quasi 80 pagine, indica l'origine degli attacchi in una sede governativa cinese di Shangai.
Al di la della disputa, prepariamoci a farci massacrare serenamente.
Il destino dell'europa, e sopratutto dell'Italia, è farsi inghiottite dal dragone cinese.
E non c'è da recriminare tanto contro il governo cinese. Fa ciò che ogni governo dovrebbe fare. Promuovere i propri prodotti e realizzare asset politici di espansione.
Il governo degli Stati uniti è stato cieco in questi anni, l'Europa continua a essere cadaverica senza nessuna politica di difesa della propria economia.
E in ciò vince la politica piu aggressiva.
Si e mosso direttamente il ministero della difesa cinese, tramite il suo piu autorevole portavoce, a smentire.
Piu che una smentita è stata un rivoltare le accuse affermando che non ci sono prove.
E sicuramente è quasi impossibile trovare le tracce da dove iniziano gli attacci hacker, perche gli ip possono essere rubati è l'origine di provenienza nascosta.
La societa americana per la sicurezza Mandiant, con un rapporto di quasi 80 pagine, indica l'origine degli attacchi in una sede governativa cinese di Shangai.
Al di la della disputa, prepariamoci a farci massacrare serenamente.
Il destino dell'europa, e sopratutto dell'Italia, è farsi inghiottite dal dragone cinese.
E non c'è da recriminare tanto contro il governo cinese. Fa ciò che ogni governo dovrebbe fare. Promuovere i propri prodotti e realizzare asset politici di espansione.
Il governo degli Stati uniti è stato cieco in questi anni, l'Europa continua a essere cadaverica senza nessuna politica di difesa della propria economia.
E in ciò vince la politica piu aggressiva.
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