domenica 26 gennaio 2014

Unione Europea: Quando sangue ci costera l'europa ?

 L'Italia era un una nazione d'alta e diffusa imprenditorialità. Con ampi distretti industriali dei piu disparati settori: dalla maglieria al settore calzaturiero. E non macavano i distretti tecnologici o progetti industriali di ampio respiro.
Nata dalle ceneri di una tremenda 2 guerra mondiale era riuscita a trovare in pochi decenni una sua collocazione economica nell'intero continente europeo, grazie a una particolare e diffusa imprenditorialità a conduzione famigliare.
Ma tutto ciò e stato stritolato dall'entrata del nostro paese in europa, dell'euro e di tutta quella economia psicotica basata sulla finanza.
Driver sistemico che governa e domina l'esistenza di oltre 60 milioni di italiani.
Dalla decisione di quando devono essere lunghe le maniche di un pigiama, ai regolamenti sulle nostre produzioni e a quali condizioni.
Questo paese, tecnicamente, se fosse una azienda, dovrebbe portare i propri libri contabili in tribunale e fare la dichiarazione di fallimento, perche non stiamo vivendo di quello che riusciamo a produrre e a guadagnare ma tiriamo avanti a debito.. e ora siamo sull'orlo di entrare nel tunnel dei mancati pagatori. E l'Europa, come ogni buon creditore, non ha orecchie per sentire ma vuole indietro i suoi denari....a qualunque costo.
Tralasciando tutte le invettive che si possono dire ai nostri governanti, ai privilegi della macchina burocratica che li sostiene è a quel 5% di famiglie italiane che con la loro ricchezza opprime il restante 95% la domanda da porsi è: Sino a che punto siamo disposti a soffrire ? E per cosa ?
Uscire dall'unione europea è dall'euro cosa ci costerebbe ?
Sono tante le cicale del buon consiglio che urlano che sarebbe il disastro.
Ma di cosa ?
Ritornando alla lira pagheremmo quasi 4 mila lire i carburanti ?
Lo stiamo, (quasi) già facendo!
Non riusciremmo a pagare i mutui. Ma perche a cosa stiamo arrivando ?
E altre amenità che non perdiamo tempo neanche ad elencare.
L'uscità dall'europa e, sopratutto, dall'europa,  dall' iniziale confusione ci porterebbe a riavere una competività nel made in Italy, nei prodotti che tanto ci hanno permesso 50 anni di sviluppo. 
Riavremmo quella longitudine di nazione competitiva con una forte è diffusa imprenditorialità  che sicuramente l'europa non puo offrirci.
Ritornare alla lira, non conviene a chi ha un redditto superiore ai 100.00 euro, ma sarebbe il volano per qualsiai iniziativa economica, per i mille e mille progetti aziendali che non vengono realizzati perchè tutto il sistema normativo europeo li rende irrealizzabili.
Se pensate, che se un giovane decide di aprire una bottega da ciabattino, deve seguire una normativa come se stesse dando vita a un industria...e facile pensare cosa succede..Desiste.
E piu che pensare di scendere nelle piazze, si deve avere una memoria di elefante. 
Quando andiamo a votare pensate a chi ci ha portato in questo disatro.  

Non votare per l'europa è l'unica via per ritrovare la nostra identità nazionale.
I francesi hanno limato i nostri interessi in Libia e nell'area circostante; 
i tedeschi ci hanno tagliato le gambe verso i mercati dell'est e ci impongono regole che sono l'assassinio della nostra competività
l'Unione Europea continua a dettarci imposizioni che non ci faranno mai riavere la nostra capacità produttività nè emergere nelle nostre potenzialità.
Non votare per l'europa e l'euro significa punire questo nazionale puttanaio politico che ci ha impoveriti è portati al massacrato.

    

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