mercoledì 23 gennaio 2013

L'economia che non c'è

Se per ogni azienda che cessa di esistere si dovrebbe fare un funerale e seppellirla in un sepolcro.
Sarebbe un grosso problema. Avremmo necessità di parecchie centinaia di km mq di terra.
Solo nel 2012 trecentomila imprese sono scomparse.

Trecentomila imprese italiane !!

Un numero asciutto ma affilato come un coltello alla gola.

Per ogni singolo numero che compone le imprese che sono state soffocate c'è una storia individuale, fatta d'anni di sacrifici, persone, famiglie,bimbi,speranze.


Neanche la seconda guerra mondiale è riuscita a fare un disastro del genere.

E in queste macerie, non si vede nessuna idea politica che possa essere un filo di speranza.
anzi, dopo averci marchiato come bestiame attraverso gli studi di settore, la compilazione dei moduli istat, gli elenchi camerali e altre mille diavolerie si prosegue con il redditometro. 

A questo punto non credo che si possa avere timore.
Più in ginocchio di cosi la nostra economia e i coraggiosi superstiti che si ostinano ad esistere non potremmo trovarci.
Troveranno solo scheletri.
Poteva essere comprensibile, per amore di patria, subire una tassazione folle, i tagli sui servizi ma la macchina che ha divorato l'impresa italiana e spezzato definitivamente lo spirito imprenditoriale, continua a girare, come un assassino seriale in libertà.




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