Il 13 gennaio il presidente Romano Prodi ha presentato querela a Libero e il suo vice-direttore ritenendosi gravemente offeso dalle notizie pubblicate.il 10 gennaio 2013 che indicavano come in un rapporto dei servizi segreti italiani, Romano Prodi, attraverso la sua consulenza a una società cinese di rating, la global credit rating, con uffici a Milano, mettesse in pericolo la nostra economia, permettendo al governo cinese di poter fare incetta di aziende italiane.
Il presidente Prodi ha fatto bene, se si sente macchiato nell'onore, a presentare querela contro una simile notizia .
Nel suo sito, Romano Prodi annuncia:
Libero diffonde ancora notizie false ed offensive. Ma ne pagherà le conseguenze
“Con riferimento all’articolo “Allarme dei servizi: Prodi e’ un pericolo per l’Italia“, pubblicato ieri a firma Franco Bechis da ‘Libero’, che ha diffuso notizie false e gravemente offensive,
si comunica che il Presidente Prodi ha dato incarico al proprio legale Franco Neppi perche’ vengano assunte opportune iniziative giudiziali, compreso risarcimento dei danni, a tutela della propria persona ed onorabilita’...
Ma venga a spiegare pubblicamente i suoi intendi ed eventuali interessi.
Già nel novembre del 2012, attraverso la sua Fondazione per la Cooperazione tra i Popoli e da Alma Graduate School Università di Bologna. decantava che “In questo momento di grande dinamismo geopolitico, Europa e Cina hanno l’obbligo di approfondire le relazoni, migliorare la conoscenza reciproca e individuare strade di collaborazione con la Cina . Il Forum rappresenta ormai un appuntamento annuale per costruire un dialogo aperto e sincero, per riconoscere le differenze e costruire solidi ponti”
Piu che costruire ponti di reciprocità il governo cinese se li sta comprando, piu che dialogare attua una politica economica predatoria...
In questo evento erano presenti:
le figure piu rilevanti dell'economia e diplomazia cinese: .
- Ding Wei (ambasciatore cinese in Italia)
- Xue Jinwen (Chancellor della Nankai University e Delegato al dicottesimo Congresso del Partito Comunista Cinese)
, - Huang Baifu (direttore del General, China Institute for International Strategic Studies),
Piu che costruire ponti di reciprocità il governo cinese se li sta comprando, piu che dialogare attua una politica economica predatoria...
In questo evento erano presenti:
le figure piu rilevanti dell'economia e diplomazia cinese: .
- Ding Wei (ambasciatore cinese in Italia)
- Xue Jinwen (Chancellor della Nankai University e Delegato al dicottesimo Congresso del Partito Comunista Cinese)
, - Huang Baifu (direttore del General, China Institute for International Strategic Studies),
Che fosse un fautore dell'economia cinese in italia questa si era capito già un decennio fa, quando da presidente del consiglio, si augurava "porte aperte all'economia cinese nel nostro paese" e infatti, il 50% della logistica portuale di taranto è in mano ai cinesi, a Genova sono massicciamente presenti, a Napoli fanno quello che vogliono, ecc.ecc. ecc. Sono presenti nella distribuzione, nella logistica, avanzano nell'accapararsi tecnologia, ecc. ecc.
Situazioni che di sicuro, non sono a vantaggio dell'economia italiana.
Sicuramente questa sua perseveranza "nell'approfondire le relazioni e individuare strade di collaborazione con la Cina " come indicata nel suo sito rende perplessità di varia natura.
Da Presidente della UE ha detto: : "Non dobbiamo avere paura dei Cinesi".
E di fatto ha aperto loro la porta, facendoli entrare non solo nel nostro paese ma nell'intera europa .
Presidente Prodi, ci spieghi i suoi interessi, gli incarichi di consulenza pagati dai cinesi (se ne ha) e quali sono i rapporti con la società cinese Dagong.
Sarebbe un atto di intelligenza politica e di sensibilità verso gli italiani.
In un articolo del Sole24 del 14 settembre 2011, viene indicato come "punto di riferimento della strategia di crescita della dell'agenzia Dagong cinese.
Se c'è un errore saro felice di rettificare con le scuse piu sincere.
Noi artigiani, ormai siamo gente povera, non comprendiamo queste dinamiche.
Piu che partecipare al cambiamento siamo stati letteralmente travolti. E tra fallimenti o forzate cessazioni di attività siamo in estinzione.
Perchè ?
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