sabato 28 dicembre 2013

la nostra economia



Non credo che ci sia tanto da aggiungere..
Questa europa a stritolato la nostra economia.
La crescita tedesca è stata fatta sulla pelle degli italiani e dei sui distretti produttivi.
Non siamo diventati cretini e i tedeschi improvvisamente i prima della classe.
La crescita tedesca si è basata, con programmi che finanziavano, sottobanco, l'esportazione a est, tagliandoci le gambe per le nostre esportazioni.
Bacchettandoci con lezioni di economia e nel frattempo tramando e pregando che non ci si riprenda piu.
I francesi, ci hanno tolto di mezzo, dalla scena europea, senza sparare un colpo. 
Con la scusa di salvare il mondo da un dittatore, ucciso Gheddafi, hanno limato i nostri interessi energetici in Libia.
Ponendoci in una pericolosa situazione ai confini della Libia.
Alla grande casa (d'appuntamento) che è l'unione europea ci sarebbe da dire di piu e peggio.
Con le storielle dell'uniformità dei prodotti, di salvare il mondo è ridicole filosofie hanno di fatto reso impossibile la conduzione di un azienda e soffocato sul nascere qualunque iniziativa artigiana.

Se un nostro ragazzo vorrebbe iniziare una semplice attività di ciabattino, sono tante le norme che gli vanno addosso che sara meglio emigrare in america latina. L'economia Italiana e su un precipizio.

Suicidi a causa della Crisi.
3-8-2014
In 48 sono due i suicidi che questa mostruosa crisi a genera: 
a Commons, Lo Re Mario, proprietario del ristorante La Filanda
 Un barista in umbria, molto stimato, si è suicidato.
Le notizie corrono veloci, e non hai il tempo di assorbire una che un'altra emerge, sempre con la medesità angoscia:
"Suicidato imprenditore per la crisi."

Queste sono, alcuni dei tanti, che sono stati uccisi da una malata visione economica dell'Italia.
Se avremmo menzionato ogni suicidio del 2013-14, la lista sarebbe lunghissima, troppo lunga da star male.
L'unico indice di crescita in Italia è il disagio sociale, sostenuto da lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi, professionisti è artigiani. 
Naturalmente, l'Italia è una nave che ondeggia in base alle maree. 
Di lunedi, il governo comunica una ripresa dell'00,01, il martedi l'istat conferma un crescente disagio delle famiglie italiane, ma viene contrariata con notizie giornalistiche, sui consumi crescenti di iphone è "smarfone".
Il mercoledi, puo esserci una doccia fredda da parte dell'Eu, richiamandoci al rispetto dei parametri economici, con il naturale alzata di scudi dei politici, cercando di darsi un tono, nel far credere che non siamo un paese "commissariato".
Il giovedi, puo esserci un "alzata" della borsa, ma profonda sempre in 48 ore, una positiva dichiarazione degli istituti finanziari  relativa agli investimenti, nonostante i denari non vengano erogati alle imprese. Notizie "positive" ammazzate sistematicamente da nuovi balzelli. 
Arriviamo a fine settimana, tirando un sospiro di sollievo. Ci sono le partite, il riposo domenicale è le bollette da pagare possiamo metterle da parte per il lunedi.
Bisogna affrontare con un sorriso ciò che ci accadde. 

sabato 21 settembre 2013

Vendere ai Cinesi: il peggio del web

Se ritornasse Leonardo da Vinci, oggi finirebbe a fare il precario in qualche scuola ad indirizzo artistico.
Se potrebbe rinascere Camillo Olivetti l unica via che troverebbe sarebbe di fare le valigie dal nostro paese.
In Italia il web riesce solo a germogliare un orda di sensali, idee parassitarie, faccendieri d ogni specie e robe da far vomitare anche i defunti.
Non vince chi innova o sviluppa un impresa, piccola o grande che sia, ma "giovanotti" che non sanno quando pesa un attrezzo da lavoro o quando sacrificio occorre per mettersi in gioco  creando qualcosa in una bottega artigiana.
Tengono lo studio del "marketing" e il meglio che sanno pensare e di proporsi nel web con siti che rappresentano un insulso alla storia del nostro Made Italy, per far comprare le nostre imprese ai cinesi:
E come ritornare al dopoguerra.
Nel peggio c´era sempre qualche sciacallo che guadagnava sulla catastrofe.
E se non avremmo una politica (tanto) mignotta, magari qualche perplessita dovrebbe nascere. Invece, nulla !!

Amo questo paese chiamato Italia, nonostante oggi faccia soffrire tanto.
E pensare che tutto vada a rotoli e un pugno allo stomaco.
Vendere le nostre aziende ai cinesi, in assenza di una regolamentazione di "reciprocita commerciale" e un vero suicidio per il futuro di questo paese.


mercoledì 6 marzo 2013

il fallimento dell'euro

L'euro penalizza le produzioni Italiane.

Finalmente, qualcuno riesce a comprenderlo.
E una corda al collo all'export, e l'italia e un paese che ha basato la sua crescita sulle esportazioni.
E il settore dell'esportazione comprende tutte le filiere produttive.
Dall'artigiano che produceva accessori per borse e calzature sino a toccare le aziende piu grandi.

Penalizza il settore del turismo.
Un cambio alto è di sicuro la migliore dissuasione a visitare il nostro paese.
E il calo del turismo deprime una scala economica vastissima.
Dal tassista, al ristoratore, albergatore, ecc.

Parliamo della perdita di decine di miliardi di euro dell'economia reale dell'Italia.
Quella che ha sostenuto la crescita sin dal dopoguerra, portandoci a 5 potenza  mondiale.

Sembra la trama di un film.
Con l'inganno, ci hanno infilato in un inferno.
Ci dissero che era essenziale l'ingresso nella moneta unica.
Avrebbe assicurato sviluppo, ci avrebbe messo al riparo dalle tempeste finanziarie dell'intero globo, avrebbe impedito il pagamento a prezzi folli del carburante e dell'energia.
Beh, come è finita e sotto i nostri occhi.
Un solo esempio, il gasolio aveva un costo di 800 cento lire.
Oggi, lo paghiamo a 3,600 lire. cioè circa 1,80 euro.

Nessuno  disse agli italiani, che con l'euro sarebbe entrata quella mostruosita predatoria dell'alta finanza, una spirale depressiva per le nostre produzione volte verso l'export, una caduta verticale del turismo, e peggio del peggio, un impoverimento del nostro potere d'acquisto, circostanza, che ha trascinato nella miseria 10 milioni di italiani, rischia di contagiarne altrettanti e mina le fondamenta della classe media.

E inutile scrivere di chi è la colpa o indicare i colpevoli di questo disastro. Sarebbe un post infinito.
La sostanza è: come uscire da questo inferno ?
Il sistema economico dell'euro è un veleno per tutti noi. E non fa distinzioni se si è di destra o di sinistra, credenti o atei.

Impedisce l'export, frena il turismo,scippa il potere d'acquisto delle famiglie, è portatore dei virus più letali dell'area della finanza è, (l'elemento più tremendo) azzera qualsiasi  orizzonte di ripresa.  
Piu che indicare questo post: "il fallimento dell'euro" sarebbe da intitolarlo: il fallimento dell'Italia.

giovedì 28 febbraio 2013

la crisi in Italia: rischio eversione

L'allarme, contenuto dal rapporto presentato dei servizi segreti italiani al parlamento, è chiaro: La crisi alimenta l'eversione, anche se sarebbe corretto dire che questa crisi è eversiva per il nostro sistema paese, ed è il vettore per l'innesco di un diffuso malcontento e disagio nel paese.
Avanza sempre più il rischio di essere inghiottiti da sistemi finanziari esteri in tutti i comparti produttivi, che sono estremamente aggressivi contro i nostri settori produttivi.
Oggi, con una estrema debolezza finanziaria, le medie imprese del made Italy, vengono acquistate a prezzi stracciati.
E non c'e solo la perdita di un bagaglio di conoscenze acquisite nei decenni, la tragedia di un avanzamento inarrestabile di disoccupazione ma la sistemica asportazione di intere filiere tecnologiche dal nostro paese. E dove non arrivano ad acquistare, è crescendo il fenomeno di spionaggio industriale attraverso la rete infomatica. Una situazione complessa è allarmante, che alimenta il disagio sociale è il declinio delle imprese italiane.

Il rischio eversione.
in un contesto in cui le rappresentanze sindacali riescono a rappresentare solo i loro interessi e non quelli delle categorie sociali a cui sono delegate; con un sistema politico sempre più conflittuale al suo interno, che non degna attenzione alle istanze che provengono da tutti i settori produttivi e sociali, il rischio di influenze esterne e interventi di movimenti estremistici interni, che tentano di innestarsi nelle criticità dell'italia  costituiscono una miscela che rischia di portare il paese in quel baratro  già vissuto nei decenni passati.

Al di la, di analisi è congetture, la via per una ripresa non sarebbe impossibile, anzi, ma è proprio il sistema paese ad essere incatenato in mille commi, regole, normative e per finire, un sistema fiscale oppressivo e fatto apposta per farci perdere competività.
Gli artigiani, l'impresa artigiana è stata l'ossatura di questo paese, da sud a nord, abbiamo guidato la crescita sin dal dopo-guerra, non solo avevamo costruito una rete di competenze e capacità che ci hanno portato a competere in tutti i mercati, ma siamo stati i primi in ogni settore: dall'arredamento, alle calzature, abbigliamento, accessori moda; lavorazioni in vetro, ceramica, ferro, alluminio. Non abbiamo avuto limiti in nessun settore.
Dove siamo finiti ?
Per mettere una lampadina, ci vuole un certificato, per stare dietro alle assurdità burocratiche rischiamo di impazzire, il fisco ?
Sembriamo nemici in patria.  
E sotto gli occhi di tutti, che siamo un paese in declinio, senza futuro. 
E basterebbe una semplificazione del sistema economico, anche superando i limiti che l'europa ci impone che sono a vantaggio di altri paesi. E il sospetto che, sotto le regole che l'europa impone, ci siano paesi, (tipo la germania) che mina il  sistema produttivo italiano a proprio vantaggio è sempre piu reale.

mercoledì 20 febbraio 2013

L'Italia venduta ai cinesi


La Cina assalta l'economia italiana. 

Mentre il  Dipartimento informazioni per la sicurezza (Dis) in pratica il nostro servizio segreto informava  il Copasir e la presidenza del Consiglio sul piano di Pechino di infiltrarsi negli affari strategici ed economici italiani.


Partendo da speculazioni immobiliari (tipo area Falck) di Sesto San Giovanni,  definito di interesse dalla stessa Repubblica popolare cinese, il cui sviluppo è seguito dal consolato cinese a Milano.
Mentre  la relazione dei nostri servizi di sicurezza, nella relazione semestrale, allarmava le nostre istituzioni del " progetto di utilizzare "l'agenzia di rating cinese Dagong, global credit rating, della controllata europea Dagong Europe, come arma strumentale di Pechino per la ricerca e valutazione di fattibilità degli investimenti in Italia". 
Perche la  Dagong, già ritenuta uno strumento del regime cinese a rischio dai governi francese e Usa, fungerebbe da cavallo di Troia per l'allocazione degli ingenti investimenti cinesi in Italia." Segnalando una strategia predatoria al comparto nautico italiano e ai segmenti dell'automazione e delle telecomunicazioni e indicando:  rischio e pericolo per l'economia nazionale. “La sottrazione di tecnologie e know how, e le perdite occupazionali confermano i rischi connessi all'acquisto da parte di soggetti esteri di aziende nazionali"

In una situazione che avrebbe dovuto destate almeno un minimo di prudenza e riflessione che succede ?

Il 28 novembre 2012 a Palazzo Chigi sono stati firmati 6 accordi Italia-Cina, tra cui quello del gruppo Ferretti (nautica), per un totale di 1,27 miliardi di dollari, al cospetto del premier uscente Mario Monti e di Jia Qinglin, presidente del Comitato nazionale della conferenza consultiva politica del popolo cinese.


1 Accordo di Cooperazione tra “Hua Wei Italy” e “Fastweb

Valore 557 milioni di dollari

Firmatario italiano Alberto Calcagno, Direttore Generale di Fastweb
Firmatario cinese Ji Ping, Vice Presidente Senior di Hua Wei Technologies
Settore telecomunicazioni.


2 Accordo di Cooperazione Strategica tra “China Everbright Ltd” e
“Ferretti Group”
Valore 480 milioni di dollari 
Firmatario italiano  Ferruccio Rossi, Amministratore Delegato di Ferretti Group
Firmatario cinese Liu Xiao, Direttore Generale di China Everbright Ltd
Settore Navale.


3 Accordo di Cooperazione strategica tra “China General Technology 
(Group) Holding Limited” e “Fata Spa”

Valore 153 milioni di dollari


Firmatario italiano Anthony Tropeano, Direttore Generale di Fata Spa
Firmatario cinese Li Dang, Direttore Generale di  China General Technology 
(Group) Holding Limited

4 Spark Machine Tool (Gruppo) Co. Ltd., acquisizione di Colgar S.p.A.
Valore 40 milioni di dollari 
Firmatario italiano Carlo Garoldi, Presidente di Colgar SpA
Firmatario cinese Li Weiqian, Presidente Spark Machine Tool (Gruppo)Co.,Ltd.

5 Contratto per Equity Joint Ventures di “Shandong HTM New Energy 
Auto Manufacturing Co., Ltd”
Valore 30 milioni di dollari
Firmatario italiano  Alessandro Pavoni, Presidente di HTM
Firmatario cinese Li Jianbo, Direttore Generale  di  Shandong Zhong Kuang 
Group

6 Accordo di  Aumento di Capitale  Azionario tra “Beste S.p.A” e 
“Anhui Huama Textile Co., Ltd”
Valore  13 milioni di dollari
Firmatario italiano Giovani Santi, Direttore Generale di Beste
Firmatario cinese Ni Junlong, Vice Direttore Generale di Anhui Huama Textile 
Co., Ltd




Per chi non si vuole prendere briga di sapere cosa abbiamo venduto ai cinesi , basta dire che la societa FATA SPA fa parte di quel complesso gruppo industriale, che si chiama  FINMECCANICAè responsabile per le attività strategiche e  di coordinamento  delle sue varie divisioni attive dei seguenti settori:
  •  Progettazione impianti per la produzione di alluminio primario e secondario, realizzazione di impianti completi e singoli macchinari per la laminazione e  la lavorazione dell’alluminio, lavorazione dell’acciaio e acciaio inox
  • Impianti per la produzione di energia elettrica
  • Sistemi di Logistica Integrata ma di fatto, in modo indiretto, è nell'area spaziale, tecnologia di difesa,elicotteri,aeronautica ed elettronica per i sistemi di sicurezza.  
Non aggiungo altro.

Qualunque analista di strategie aziendali capirebbe che ogni singolo contratto in se non è un pericolo per l'azienda Italia.
Lo è guardandolo con una visione d'insieme nei vari settori aggregati.

Recentemente, (1 agosto 2014) la banca Popolare Cinese, (Peoples Bank Of China) si è fatta presente con l'acquisto di quote di Eni, Enel, Telecom Italia è Prysmiam.
A fine luglio 2014 la Grid of China ha investito oltre 2 miliardi di euro, rilevando dalla Cassa depositi e Prestiti, il 35% delle reti elettriche, oltre a possedere il 30% di Snam Progetti.
E mesi prima, la Shangai Eletric aveva acquitato il 40% di Ansaldo Energia.

In queste condizioni quali driver di sviluppo rimane all'Italia ?
E sopratutto, qual'è visione strategica ha la politica italiana ?
Piaccia o no, il futuro dell'Italia sarà multietnico è con una crescente presenza straniera nella sua economia.
L'incertezza, riguarda la cessione di settori strategici.

Sino a quando, il capitalismo cinese acquista una azienda privata, anche di grosse dimensioni, nelle dinamiche della globalizzazione, può non essere un male.
Ma permettere la penetrazione, nei settori energetici èd essenziali per l'Italia qualche perplessità c'è .  L'elemento veramente tragico è la mancanza di coscienza collettiva.
Se trovate interessante questo post, vi invitiamo a condividerlo. 






La Cina attacca gli Stati Uniti

La Cina cerca di acquisire vantaggi strategici ed economici sugli U.S.A. attraverso gli investimenti e lo spionaggio informatico..

E notorio che attraverso I gruppi di consulenza occidentali, come il Council on Foreign Relations (CFR), sono ancora molto attivi nel trattare con il regime cinese nel tentativo di stimolare lo Stato cinese ad investire in America e creare posti di lavoro nelle aree  economiche in difficoltà. Ma è come un uomo assettato che per bere deve avvicinarsi ad un fiume pieno di pericoli.

Il governo americano, d’altro canto, è stato cauto nell’autorizzare gli investimenti delle aziende cinesi negli U.S.A., dal momento che non esiste trasparenza sulla proprietà ed è spesso difficile riuscire a capire se un’impresa è direttamente o indirettamente di proprietà di qualcuno che ha a che fare con il regime cinese. Per il mondo occidentale è difficile comprendere le dinamiche del mondo asiatico. In Cina tutto è privato nel mondo dell'imprenditoria ma nulla sfugge al controllo governativo.
Infatti i funzionari cinesi non comprendono la divisione che fanno gli Stati Uniti tra soggetti governativi e non governativi..  Per loro e un ottica impossibile da capire.

La stessa proprietà della tecnologica Huawei non è trasparente, sebbene l’azienda affermi di essere una società di proprietà dei dipendenti. Circolano molte voci e, secondo gli esperti, la società avrebbe molto legami con le forze armate cinesi. E tanto per puntualizzate, l'amministratore e un ex colonnello dell'esercito cinese.

Il Presidente Barack Obama ha espresso la propria contrarietà sulle tattiche di manipolazione del mercato dello stato cinese, sopratutto nella tattica degli aiuti di stato è nel manipolare il cambio, tenendo artificiosamente la moneta cinese ad un valore bassissimo rispetto al suo reale valore.

 nel suo intervento al Summit dell’APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation) del 13 novembre, pubblicato sul sito web della Casa Bianca.
Non solo i governi ma anche i membri della Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OECD) esercitano pressioni sulla Cina perché “garantisca reciprocità nell’accesso al mercato,” secondo un rapporto di aprile 2012 del Rhodium Group. L’OECD, con sede a Parigi, è un organismo che promuove la collaborazione tra i governi. Attualmente fanno parte della OECD 34 paesi tra cui Stati Uniti, Australia, Francia e Germania.

“Molti dirigenti cinesi ritengono che gli Stati Uniti non gradiscano gli investimenti cinesi, nonostante la grande maggioranza degli investimenti cinesi negli U.S.A. siano stati approvati o non abbiano necessitato di approvazione,” dice un memorandum del CFR.
A questa affermazione si puo rispondere che il governo cinese gioca come a monopoli:
- Come grande potenza e presente in tutti gli organismi internazionali con diritto di veto, ma:
- ignora le regole del TWO che vieta i finanziamenti governativi alle imprese, 
- un sospetto sempre più crescente di spionaggio informatico in ogni area strategica americana,
 - invasione, attraverso merci con quotazioni insuperabili, del mercato americano con la conseguente acquisizione di una massa finanziaria enorme che viene usata per la creazione di fonti finanziarie che vengono investite nel debito americano.
Se fosse un gioco a scacchi, siamo prossimi allo scacco matto.

Le contromosse americane tardano a essere presenti, come anche quelle europee.
Di sicuro, non si puo avere una strategia di chiusura verso la Cina, ma stabilire a qualsiasi livello regole di reciprocità potrebbe equilibrare   l' attuale governace che è a danno dell'economia americana. 
L'interesse mostrato della Cina nell'investire in comparti tecnologici e non ha prevalenza manifatturieri nel territorio U.S:A. la penetrante presenza suil'area finanziaria americana puo essere considerata come una manovra ostile agli stati uniti. 
Come la silente guerra perpetrata con il monopolio delle terre preziose, elemento indispensabile per la produzione di postazioni tecnologiche. cellulari e computer. 


attacchi hacker cinesi

Le autorita cinesi si discolpano dalle accuse del governo americano di aver organizzato un complesso attacco informatico contro le sue aziende.
Si e mosso direttamente il ministero della difesa cinese, tramite il suo piu autorevole portavoce, a smentire.
Piu che una smentita è stata un rivoltare le accuse affermando che non ci sono prove.
E sicuramente è quasi impossibile trovare le tracce da dove iniziano gli attacci hacker, perche gli ip possono essere rubati è l'origine di provenienza nascosta.
La societa americana per la sicurezza Mandiant, con un rapporto di quasi 80 pagine, indica l'origine degli attacchi in una sede governativa cinese di Shangai.

Al di la della disputa, prepariamoci a farci massacrare serenamente. 

Il destino dell'europa, e sopratutto dell'Italia, è farsi inghiottite dal dragone cinese.

E non c'è da recriminare tanto contro il governo cinese. Fa ciò che ogni governo dovrebbe fare. Promuovere i propri prodotti e realizzare asset politici di espansione.

Il governo degli Stati uniti è stato cieco in questi anni, l'Europa continua a essere cadaverica senza nessuna politica di difesa della propria economia.

E in ciò vince la politica piu aggressiva.

domenica 27 gennaio 2013

la truffa del secolo

C'è gente che sbatte la testa sul muro all'arrivo di una cartella di equitalia, altri si sono uccisi.
In tanti si sono buttati nelle mani di strozzini e intere famiglie vengono distrutte.

A tanti artigiani e comuni cittadini hanno sequestrato la propria abitazione per un debito di 10 mila euro. E sono stati buttati in mezzo alla strada.
Il Comune e semplice cittadino perde l'auto se non fa in tempo a ritirarne la polizza assicurativa e se paga in ritardo la fornitura di luce o gas si ritrova al buio e al freddo.  E un elenco infinito il carnaio quotidiano in cui vengono stritolate le famiglie italiane se non hanno un reddito sostenuto. I poveri nel nostro paese sono una lunga coda di 8 milioni di persone e le famiglie a reddito fisso o autonomo (l'inglorioso ceto medio) rischia di scivolare in questa coda d'inferno.
In questa disastrata cornice sociale. 
Si parla di miliardi nel caso Monte paschi di Siena.
Una montagna di soldi che non bastano due vite per contarli.
Lo scandalo è nell'acquisto dell'antoveneta, pagata fior di miliardi e in un  giro vorticoso di denaro che è una vergogna a chi si suda euro su euro.
Si parla di un miliardo rientrato con lo scudo fiscale.
Non voglio entrare nel merito specifico della vicenda, ma mi chiedo come è fatto un miliardo ?
Gli alieni siamo noi che viviamo sull'unghia o questi padroni del mondo ?

mercoledì 23 gennaio 2013

Economia: chiacchiere a buon mercato

Noi artigiani siamo i parenti poveri degli industriali. Impresentabili nei loro forum e incontri pubblici di  magnifiche intelligenze.

Sul sole 24 ore, la confindustria annuncia che l'Italia puo crescere, anzi, deve !


Ma non si sono accorti che i redditi sono inferiori a 15 anni fa, che il tasso di disoccupazione e raddoppiato è che forse questo paese sta rotolando verso la distruzione.
Ultimamente, "qualcuno" delle innominabili e ignobile "forze politiche" il fare qualcosa per il diffuso disagio economico.
Per fortuna che se ne sono accorti !
E si lanciano nell'indicare tutta una serie di improbabili proposte ad altretantto  improbabili "forze" politiche, che nell'improbabilità che riacquistano l'udito continueranno ad essere editti di buone intenzioni ma di innassolutà efficacia  .
L'animo di pensare che sono solo sviolinate a sfondo politico per acchiappare qualcosa del poco "bottino" che rimane c'è ! 



L'economia che non c'è

Se per ogni azienda che cessa di esistere si dovrebbe fare un funerale e seppellirla in un sepolcro.
Sarebbe un grosso problema. Avremmo necessità di parecchie centinaia di km mq di terra.
Solo nel 2012 trecentomila imprese sono scomparse.

Trecentomila imprese italiane !!

Un numero asciutto ma affilato come un coltello alla gola.

Per ogni singolo numero che compone le imprese che sono state soffocate c'è una storia individuale, fatta d'anni di sacrifici, persone, famiglie,bimbi,speranze.


Neanche la seconda guerra mondiale è riuscita a fare un disastro del genere.

E in queste macerie, non si vede nessuna idea politica che possa essere un filo di speranza.
anzi, dopo averci marchiato come bestiame attraverso gli studi di settore, la compilazione dei moduli istat, gli elenchi camerali e altre mille diavolerie si prosegue con il redditometro. 

A questo punto non credo che si possa avere timore.
Più in ginocchio di cosi la nostra economia e i coraggiosi superstiti che si ostinano ad esistere non potremmo trovarci.
Troveranno solo scheletri.
Poteva essere comprensibile, per amore di patria, subire una tassazione folle, i tagli sui servizi ma la macchina che ha divorato l'impresa italiana e spezzato definitivamente lo spirito imprenditoriale, continua a girare, come un assassino seriale in libertà.




domenica 13 gennaio 2013

I terroni del sud e del nord

La festa delle elezioni si avvicina e si formano schieramenti con grandi abbracci ed editti di buone intenzioni.
Sinceramente ci sarebbe poco da comprendere e tanto da schifarsi.

A novembre del 2012, il deputato siciliano Gianfranco Micciche dichiarava nel suo blog:
Non è vero che il centrodestra se fosse arrivato unito alle elezioni avrebbe vinto, semplicemente perché quel centrodestra non esiste più da tempo.
L’esperienza politica che da alcuni anni stiamo portando avanti guarda ad un nuovo modello di relazioni politiche e, soprattutto, ad un rapporto più autentico con le comunità territoriali.
Fingere di non capirlo è atto di furbizia bassa, di ingenuità politica colossale.
Noi che guardiamo al futuro della Sicilia e del Mezzogiorno, siamo, alla luce dei risultati, il primo partito dell’isola. 
In pratica chiudeva le porte a qualunque alleanza con il PDL è lasciava intendere di andare avanti da solo.
Tempo prima, il segretario della lega Nord, Maroni, giurava che il presidente Berlusconi non poteva ipotizzare un alleanza con la lega, visto che appoggiava il governo Monti.
Non mancava neanche il presidente della lombardia Formigoni che alzava la bandiera del "mai più con la Lega Nord" e cosi via per tutto lo sciame politico del centro destra.
Oggi, i terroni del sud e, come considerati dai tedeschi, i terroni del nord italia si presentano alle elezioni uniti e in forma smagliante. 
Ai nastri di partenza c'e un Maroni presidente della lombardia, una resuscitazione del PDL è una rimonta di Micicche in sicilia.
Sembra un capitolo del Gattopardo, quando il Principe di Salina diceva al piemontese: "Volete cambiare tutto per lasciare tutto immutato" 
Naturalmente, il deputato Micicche non conosce il sito della lega nord e gli editti contro i meridionali; La lega fa finta di non sapere che l'alleanza con Berlusconi è un apparentamento non solo con la casa della libertà ma sopratutto con i voti del sud e le sue mille contraddizioni. 
Morale di tutto ciò ? Mi sa che di terroni della politica c'e ne sono tanti e gli italiani dove sono ?

La lega in sicilia

Siamo nuovamente alla vigilia di nuove elezioni e con faccia tosta la lega ci riprova a pescare a sud voti e preferenze, attraverso l'alleanza con Berlusconi.

Non ho nulla contro la lega, anzi ho sperato che "l'aria buona" che vantava di avere potesse spargersi sull'intero paese.
Piu che aria buona, si è visto il vecchio  mangia-mangia politico, lo scandalo "The Family" di Bossi  & company e tutte magagne che nessuna persona del nord avrebbe mai voluto scoprire.

Micciche, attraverso il suo progetto politico, "Grande Sud" è abbastanza intelligente per comprendere che l'alleanza con il PDL servirà a pescare voti, sopratutto in sicilia, e rinforzare berlusconi e di conseguenza l'alleato leghista.

E  una storia vista già con il Presidente Lombardo alla guida della regione siciliana.
Naturalmente, per rispettare i vari atti della commedia, Micciche vanterà di rappresentare gli interessi della sicilia, compresi i suoi mali amministrativi, la lega sputerà sulla sicilia e i siciliani fannulloni e banditi e per non farsi mancare nulla, continuerà a urlare contro Roma - Ladrona e i meridionali che sono una palla al piede dell'economia italiana. 

Il però sta nelle strane presenze di società milanesi nella gestione delle acque siciliane e sulla raccolta dei rifiuti, di anonime società lombarde che gestiscono le illuminazioni dei cimiteri e di tante, sicuramente troppe, presenze di interessi in sicilia.

Preferisco mantenere questo post sul vago, visto che gli interessi sono altissimi, è la querela e sempre la via per far tacere qualunque voce.

Romano Prodi e la Cina


Il 13 gennaio il presidente Romano Prodi ha presentato querela a Libero e il suo vice-direttore ritenendosi gravemente offeso dalle notizie pubblicate.il 10 gennaio 2013 che indicavano come in un rapporto dei servizi segreti italiani, Romano Prodi, attraverso la sua consulenza a una società cinese di rating, la global credit rating, con uffici a Milano, mettesse in pericolo la nostra economia, permettendo al governo cinese di poter fare incetta di aziende italiane.
Il presidente Prodi ha fatto bene, se si sente macchiato nell'onore, a presentare querela contro una simile notizia .
Nel suo sito, Romano Prodi annuncia: 

Libero diffonde ancora notizie false ed offensive. Ma ne pagherà le conseguenze

 “Con riferimento all’articolo “Allarme dei servizi: Prodi e’ un pericolo per l’Italia“, pubblicato ieri a firma Franco Bechis da ‘Libero’, che ha diffuso notizie false e gravemente offensive,
si comunica che il Presidente Prodi ha dato incarico al proprio legale Franco Neppi perche’ vengano assunte opportune iniziative giudiziali, compreso risarcimento dei danni, a tutela della propria persona ed onorabilita’...
Ma venga a spiegare pubblicamente i suoi intendi ed eventuali interessi.
Già nel novembre del 2012,   attraverso la sua Fondazione per la Cooperazione tra i Popoli e da Alma Graduate School Università di Bologna. decantava che “In questo momento di grande dinamismo geopolitico, Europa e Cina hanno l’obbligo di approfondire le relazoni, migliorare la conoscenza reciproca e individuare strade di collaborazione  con la Cina . Il Forum rappresenta ormai un appuntamento annuale per costruire un dialogo aperto e sincero, per riconoscere le differenze e costruire solidi ponti”  
   Piu che costruire ponti di reciprocità il governo cinese se li sta comprando, piu che dialogare attua una politica economica predatoria...
In questo evento erano presenti:
 le figure piu rilevanti dell'economia e diplomazia cinese: . 
- Ding Wei (ambasciatore cinese in Italia)
-  Xue Jinwen (Chancellor della Nankai University e Delegato al dicottesimo Congresso del Partito Comunista Cinese)
, - Huang Baifu (direttore del General, China Institute for International Strategic Studies), 
Che fosse un fautore dell'economia cinese in italia questa si era capito già un decennio fa, quando da presidente del consiglio, si augurava "porte aperte all'economia cinese nel nostro paese" e infatti, il 50% della logistica portuale di taranto è in mano ai cinesi, a Genova sono massicciamente presenti, a Napoli fanno quello che vogliono, ecc.ecc. ecc. Sono presenti nella distribuzione, nella logistica, avanzano nell'accapararsi tecnologia, ecc. ecc.
Situazioni che di sicuro, non sono a vantaggio dell'economia italiana.

Sicuramente questa sua perseveranza "nell'approfondire le relazioni e individuare strade di collaborazione con la Cina " come indicata nel suo sito rende perplessità di varia natura.

Da Presidente della UE ha detto: : "Non dobbiamo avere paura dei Cinesi"
E di fatto  ha aperto loro la porta, facendoli entrare non solo nel nostro paese ma nell'intera europa .
Presidente Prodi, ci spieghi i suoi interessi, gli incarichi di consulenza pagati dai cinesi (se ne ha) e quali sono i rapporti con la società cinese Dagong.
Sarebbe un atto di intelligenza politica e di sensibilità verso gli italiani.
In un articolo del Sole24 del 14 settembre 2011, viene indicato come "punto di riferimento della strategia di crescita della dell'agenzia Dagong cinese.
Se c'è un errore saro felice di rettificare con le scuse piu sincere.
Noi artigiani, ormai siamo gente povera, non comprendiamo queste dinamiche.
Piu che partecipare al cambiamento siamo stati letteralmente travolti. E tra fallimenti o forzate cessazioni di attività siamo in estinzione.
Perchè ?
  


L'inganno cinese

La Cina continua a barare sul piano valutario, esprimendo una aggressività commerciale non comparabile da nessuno stato al mondo.
  Manipolando  la propria valuta al ribasso la Cina si rivela  molto aggressiva nel trarre vantaggio economico dalla debolezza degli altri stati.
 Mina nelle fondamenta qualsiasi economia nel giocare con il sistema di scambi commerciali che prevedono un yuan deprezzato.
 L'apprezzamento che lo yuan ha avuto finora è ridicolo e le manipolazioni della valuta cinese sono evidenti.
Una artificiosa sotto valutazione della moneta cinese   rende le loro esportazioni più economiche e le nostre verso di loro impossibili.

Naturalmente, i cinesi fanno la loro politica commerciale con il fine di penetrare nella nostra economia, ma la nostra politica,  dove ?

L'entrata in europa, con l'adozione dell'euro, sembra sia stato disegnato apposta.
Le normative europee sono repressive per le nostre produzioni, l'euro è depressivo per le nostre esportazioni.
Rende più piu appetibili  i loro prodotti con la conseguenza di uno sbaragliamento di tutte le filiere produttive italiane.
Lo spaccio delle produzioni cinesi  genera ricavi per centinaia di miliardi a loro favore.
Questo spaventoso volume finanziario permette di essere dirottato verso l'acquisto delle nostre imprese. Quindi, si genera un irreversibile impoverimento industriale dell'italia.
E in questo quadro, c'è l'incapacità politica italiana di conquistare o stabile un semplice rapporto paritario con la Cina.
L'imprenditoria cinese è sbarcata in Italia senza alcuna restrizione; le imprese italiane non possono stabilirsi liberamente nel territorio cinese se non hanno un socio cinese.
E ciò indica chiaramente il rapporto che intratteniamo con questo paese asiatico.

l'attacco cinese alle coop



La cina è all'attacco in tutte le direzioni dei settori economici del nostro paese.
Ora tocca alle cooperative emiliane.. Portano la silente guerra commerciale intrapresa nell'ultimo decennio, sino al cuore economico dell'Emilia-Romagna.

I vertici cooperativi avranno non solo da affrontare la perversa crisi che attraversa l'Italia, che causa un pauroso  calo del potere d'acquisto, certificando una crisi da dopoguerra.
 Ma dovranno affrontare l'arrivo dei cinesi che potrebbero assestare un duro colpo alla grande distribuzione italiana, non solo alle Coop ma anche a Conad, Esselunga e Auchan.


Con l'apertura di un megastore nel ferrarese, a marchio Yi Gou, su una superficie di 1.500 mq con oltre 20.000 prodotti di vario genere a prezzi stracciati pone interrogativi su quello che sara il futuro dell'economia locale.Naturalmente, è impossibile stabilire da dove arrivano le fonti di finanziamento per l'ingresso trionfale nella grande distribuzione italiana dei cinesi o avere notizie del proprietario della catena di distribuzione a marchio Yi-gou.E solo un nome che ha già sbaragliato l'economia locale a Cardiff, Inghilterra, aprendo un centro commerciale e che sta attraversando l'intera comunità europea con ambiziosi piani di insediamenti commerciali.In Italia, non esiste, come in Cina, l'obbligo di avere un socio locale per l'apertura di una società o di avere una joint venture con imprenditori locali, quindi la penetrazione commerciale cinese è facilitata da una miopia politica che non ritiene di imporre regole a salvaguardia delle economie locali. 


I cinesi acquistano tecnologia solare in USA

Silicon Valley sino a pochi anni fa era all avanguardia nella ricerca sullo sviluppo di energie alternative. 


Ma nessuno poteva prevedere che i costi del silicio, il  principale componente dei tradizionali pannelli solari, avrebbe avuto un tale rialzo di costo che avrebbero messo in difficolta le aziende americane che sviluppavano tecnologie solari. Solo i produttori cinesi, sostenuti da enormi sovvenzioni del proprio governo,hanno  aumentato la capacità di produzione d"energia  solare del 1700% in soli quattro anni.
L impossibilita a sostenere una impari concorrenza cinese ha determinato Il crollo di tantissime imprese operanti nella ricerca e sviluppo di tecnologia solare spazzando via il sogno di una nuova Solar Valley usa. 
Non sono bastati  i progressi tecnologici delle societa americane nel settore dei pannelli solari a film sottile perche la concorrenza cinese e tanto al ribasso ponendo i produttori americani a non riuscire a competere.
Questa situazione e il quadro generale che ha portato l'amministratore delegato di MiaSolé, una delle più promettenti societa della Silicon Valley start-up solare, dare l'annuncio che il gruppo cinese Hanergy holding  ha completato l'acquisizione della sua azienda e dell intera tecnologia della societa per un decimo  di ciò che gli investitori di MiaSole hanno messo nello sviluppo dell intera tecnologia sviluppata. 
L acquisto  della cinese Hanergy della societa  MiaSolé, 100 dipendenti e con sede a Santa Clara, California, segue l'acquisizione nel 2011  di Q.Cells, con 400 dipedenti,  impresa di pannelli solari a filtro sottile.
 Le due acquisizioni hanno permesso alla cinese Hanergy di acquisire a bassissimo  costo una serie di brevetti sviluppati per centinaia di milioni di dollari di investimenti in capitale di rischio.
Anche gli stati uniti stanno assaggiando il bastone di una dissennata concorrenza asiatica a basso costo.
La tecnologia a film sottile sostenuto dalla Silicon Valley start-up utilizzava materiali più tecnologici rispetto ai tradizionali pannelli solari, che sono a base di silicio cristallino.
Con le medesime dinamiche avvenute in italia, anni di ricerche, brevetti registrati e sviluppo di nuove tecnologie vengono assorbite dalla cina anche negli stati uniti.
La Cina compra il mondo occidentale.

Morire di lavoro

Non si dovrebbe mai morire di lavoro, eppure, accade..troppo spesso e per mille ragioni. Dalla mancanza, creando forti situazioni di disagio...